Bonus edilizi 2026: cosa è cambiato
Il quadro degli incentivi per la casa nel 2026 è più semplice degli anni scorsi, ma anche meno generoso. La novità principale è chiara: con la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) il Superbonus non è stato prorogato e resta attivo solo nei territori colpiti dal sisma. Per tutti gli altri interventi, restano in campo tre detrazioni ordinarie — Ecobonus, Bonus Ristrutturazione e Sismabonus — con le stesse aliquote del 2025: 50% per l'abitazione principale e 36% per le seconde case.
Accanto alle detrazioni fiscali, il 2026 segna il rilancio del Conto Termico 3.0, un incentivo diverso, erogato come rimborso diretto, particolarmente utile per chi ha poca capienza fiscale. Prima di pianificare i lavori conviene confrontare più preventivi e una tabella prezzi al metro quadro a Roma per capire l'ordine di grandezza della spesa e dell'incentivo recuperabile.
Superbonus: perché nel 2026 è di fatto finito
Il Superbonus nasce nel 2020 con l'aliquota record del 110% e, anno dopo anno, è stato ridotto: 90% nel 2023, 70% nel 2024, 65% nel 2025. La Legge di Bilancio 2026 non lo ha rinnovato per la generalità dei contribuenti. L'agevolazione resta accessibile solo nei comuni in stato di emergenza per eventi sismici, come il cratere del sisma 2009 in Abruzzo e quello del Centro Italia dal 2016, e a condizioni specifiche.
Per la stragrande maggioranza delle famiglie, quindi, il Superbonus non è più un'opzione: i lavori di efficientamento vanno pianificati sugli incentivi ordinari. Chi sta valutando una ristrutturazione importante farebbe bene a confrontarsi con un costruttore certificato a Roma per impostare il progetto sulle agevolazioni effettivamente disponibili. Il quadro normativo aggiornato è pubblicato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica su mase.gov.it.
Ecobonus 2026: aliquote, interventi e tetti di spesa
L'Ecobonus premia i lavori di riqualificazione energetica. Nel 2026 l'aliquota è del 50% per la prima casa e del 36% per le altre unità immobiliari, recuperabile in dieci quote annuali di pari importo. Gli interventi ammessi più comuni sono:
- Cappotto termico e isolamento dell'involucro
- Sostituzione di infissi e serramenti
- Pompe di calore e caldaie a condensazione (esclusi i generatori a combustibile fossile autonomi)
- Schermature solari e sistemi di building automation
I tetti di spesa variano per tipologia: indicativamente 60.000 € per gli interventi sull'involucro, 30.000 € per la sostituzione dell'impianto di climatizzazione invernale e fino a 100.000 € per la riqualificazione energetica globale dell'edificio. Attenzione a un adempimento spesso dimenticato: la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori è obbligatoria, pena la perdita del beneficio. I requisiti tecnici e il portale per la trasmissione dei dati sono disponibili su enea.it. Per inquadrare il costo dei singoli lavori, è utile partire da un comparatore di imprese a Milano e dai relativi preventivi.

Bonus Ristrutturazione e Sismabonus
Il Bonus Ristrutturazione copre i lavori di recupero del patrimonio edilizio — manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo — con le stesse aliquote dell'Ecobonus: 50% (prima casa) e 36% (altri immobili), su un tetto di spesa di 96.000 € per unità immobiliare, sempre in dieci quote annuali. Il Sismabonus, dedicato agli interventi di riduzione del rischio sismico, segue nel 2026 le medesime percentuali.
Va tenuto presente l'andamento decrescente già fissato per legge: nel 2027 le aliquote scenderanno al 36% e 30%, e dal 2028 ci sarà un'aliquota unica del 30% per tutti gli immobili. Conviene quindi non rinviare i lavori più importanti. Chi pensa a un intervento profondo può approfondire i costi nella nostra guida al prezzo di costruzione al metro quadro e valutare una ristrutturazione completa a Roma con i giusti professionisti.

Conto Termico 3.0: l'alternativa per chi ha poca capienza fiscale
Il 2026 è l'anno del Conto Termico 3.0, la nuova versione dell'incentivo gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). A differenza delle detrazioni, il Conto Termico è un rimborso diretto erogato in pochi mesi, non legato alla capienza fiscale del contribuente. Per questo è spesso la scelta migliore per pensionati e famiglie con redditi bassi, che con una detrazione in dichiarazione non riuscirebbero a recuperare l'intero importo.
Copre soprattutto la produzione di energia termica da fonti rinnovabili: pompe di calore, caldaie a biomassa, solare termico e sistemi ibridi. Non è cumulabile con le detrazioni fiscali sullo stesso intervento: occorre scegliere lo strumento più conveniente caso per caso. Un installatore qualificato a Roma può aiutarvi a simulare entrambe le strade prima di decidere.
Come si recupera la detrazione nel 2026
Un punto cruciale, cambiato rispetto agli anni del Superbonus: la cessione del credito e lo sconto in fattura sono bloccati per le nuove spese dal 2024 (salvo le eccezioni previste, ad esempio nelle zone sismiche). Nel 2026, di regola, l'incentivo si recupera come detrazione nella dichiarazione dei redditi, ripartita in dieci anni.
Concretamente, questo significa che serve capienza fiscale sufficiente: se l'imposta dovuta è inferiore alla quota annuale, la parte eccedente va persa. Un esempio chiarisce il meccanismo: su 30.000 € di lavori sulla prima casa, la detrazione al 50% vale 15.000 €, recuperati in dieci quote da 1.500 € l'anno. Se l'IRPEF dovuta in un certo anno è solo 1.000 €, quell'anno si perdono 500 € di credito, che non si riportano agli anni successivi. È proprio in casi come questo che il Conto Termico, erogato in contanti dal GSE, diventa più conveniente. Per i pagamenti, ricordate infine il bonifico parlante (con causale, codice fiscale e partita IVA dell'impresa), indispensabile per non veder respinta la detrazione. Prima di firmare, vale la pena mettere a confronto le offerte tramite un comparatore di preventivi a Milano e verificare che ogni impresa indichi chiaramente l'incentivo applicabile.
Pianificare i lavori per non perdere l'incentivo
Con il Superbonus chiuso e le aliquote in calo dal 2027, il 2026 è una finestra da sfruttare con un progetto ben impostato. Per partire con il piede giusto, fate valutare l'intervento da più imprese: richiedi un preventivo gratuito a professionisti qualificati della vostra zona e confrontate aliquota, tetto di spesa e tempi.